Cosa fare a Cefalù

Cefalù è tra i primi "Borghi più belli d'Italia" a essere stato inserito nell'elenco.

La sua posizione spettacolare ha sicuramente contribuito! Il suo fascino di borgo medievale marinaro collocato a ridosso di una rupe ha valicato da tempo i confini italiani ed è stata consacrata come meta turistica internazionale.

Il mare, cristallino, è un'attrattiva irresistibile ma Cefalù ha molto altro da offrire!

Perla del Tirreno e porta d'ingresso delle Madonie, Cefalù prende il nome dall'inconfondibile sagoma del promontorio alle sue spalle a forma di testa - Kephaloidion in greco (kefalis = testa, capo) - che diviene lo sfondo da cartolina di ogni foto ricordo della città. Ai Greci, i primi ad insediarsi nella zona, seguirono i Siracusani, i Romani, a cui si deve la trama urbana del centro storico, e poi i Bizantini, gli Arabi (nell'858) e infine i Normanni.

1. Duomo di Cefalù

Sulle sue origini si mescolano storia e leggenda: il dato certo è che il re di Sicilia Ruggero II volle la sua costruzione nel 1131. Secondo la leggenda essa sarebbe sorta a seguito di un voto che Ruggero avrebbe fatto al SS. Salvatore quando fu colpito da un terribile nubifragio mentre in nave si apprestava a raggiungere Palermo. Nelle sue preghiere avrebbe promesso di costruire una chiesa laddove avesse toccato terra. Tradizione vuole che quel luogo sia stato Cefalù.

Sotto l'atrio a tre arcate che congiunge le due grosse torri campanarie si trova il portone d'ingresso da cui si accede all'interno a tre navate, impreziosito da colonne in marmo e da mosaici su fondo oro che coprono una superficie complessiva di 600 metri quadrati, realizzati da maestri bizantini provenienti da Costantinopoli, tra i quali spicca il Cristo Pantocratore.
Un vero capolavoro!

2. Corso Ruggero

Dalla parte opposta di piazza del Duomo rispetto alla Cattedrale, passa la "via dello struscio" di Cefalù: Corso Ruggero, l'arteria principale del quartiere storico.

Corso Ruggero si sviluppa da piazza Crispi fino a piazza Garibaldi, dove sorgeva Porta a Terra (quella di Ponente) che rappresentava l'ingresso alla città.

Lungo questi 400 metri potete vedere la facciata barocca della chiesa di Santo Stefano o del Purgatorio nella piazzetta Spinola, il Palazzo Osterio Magno, residenza della famiglia Ventimiglia del XIII secolo. 

Potrete persino sbirciare i resti di un'antica strada romana del I secolo a.C. nella "Corte delle stelle", all'interno di un edificio moderno di colore rosa e guardare le vetrine di tanti negozi e negozietti. 

3. L'ascesa alla rocca

Se c'è un posto a Cefalù che, più di tutti, è in grado di mettere d'accordo gli amanti di storia, cultura, natura e paesaggistica, questo è indubbiamente la Rocca di Cefalù, spettacolare rupe alta 268 metri che si erge alle spalle della città.

La sua formazione è legata al mito greco di Dafni, un semidio pastore considerato l'inventore del canto bucolico. Dafni morì suicida e il padre Ermes, mosso dalla pietà, lo trasformò nella spettacolare rupe così che la sua anima rimanesse viva in eterno incastonata nella roccia.  

Partendo da Corso Ruggero è possibile accedere al percorso della Rocca di Cefalù. Attraverso un sentiero in salita immerso nel verde è possibile ammirare il Tempio di Diana (risalente al IX secolo a.C.) a metà percorso e il Castello di Cefalù (circa XIII secolo) in cima alla rupe da cui ammirare tutta la città, con un panorama mozzafiato che si estende da Palermo a Capo D'Orlando.

Il percorso è accessibile tutti i giorni dalle 8 alle 19.

4. Il lavatoio medievale

In via Vittorio Emanuele, sotto una delle case che si affacciano sulla baia del porticciolo si trova un esempio della vita medievale siciliana: il lavatoio pubblico che per secoli è stato utilizzato per il bucato dalle donne di Cefalù.

«Qui scorre Cefalino, più salubre di qualunque altro fiume, più puro dell'argento, più freddo della neve.»

Secondo la leggenda, infatti, il fiume Cefalino sorge dal dolore di una ninfa che, dopo aver ucciso il suo amato che l'aveva tradita, se ne pentì annegando di lacrime l'antico lavatoio di Cefalù.

Il sito è praticamente aperto in ogni orario e vi si accede scendendo una breve e ampia scalinata in pietra lavica e lumachella. Ventidue bocche di ghisa, di cui quindici teste leonine, sono disposte lungo le pareti del lavatoio sovrastate da basse volte. Qui le lavandaie andavano per pulire il bucato, tra grida e canti siciliani, utilizzando le apposite vasche per strofinare i panni.

5. Porta Pescara

Cefalù era circondata completamente da cinte murarie che garantivano una protezione sicura dagli attacchi dei pirati durante il Medioevo. Su ognuna delle mure di difesa era ricavata una sola porta, per un totale di quattro porte che consentivano l'accesso al centro cittadino.

Porta Pescara, conosciuta anche come porta del vicerè, è l'unica porta superstite delle quattro che apre sul mare del porto vecchio a ricordare la vita di Cefalù prima della modernità.

Porta Pescara ha una caratteristica costruzione tardo-medievale, con un arco gotico, sormontato dallo stemma dei re di Sicilia, in cui si può vedere il blu scintillante del mare, le banchine del porto vecchio e la spiaggia. Venne costruita durante la reggenza dei Ventimiglia, che governavano la città tra il 1200 e il 1300, e riporta ancora al suo interno resti di colonnine risalenti alla stessa epoca.

6. Museo Mandralisca

Il Museo Mandralisca, situato nel centro della città, ospita le collezioni lasciate in eredità alla città dal barone Enrico Pirajno di Mandralisca, ricco collezionista del XIX secolo, che credeva fermamente nel valore dell'istruzione come veicolo di diffusione del sapere, tanto negli aspetti umanistici che scientifici, mirando in particolare ai giovani, per colmare il quasi totale vuoto di istituzioni scolastiche di Cefalù e delle cittadine vicine.

ll museo ospita una Pinacoteca con raccolte di natura eterogenea (XV-XVIII secolo) e prevalentemente siciliane.

Opera di maggior pregio è il "Ritratto d'ignoto marinaio" del celebre Antonello da Messina, realizzato nel 1465.

Visitabile tutti i giorni dalle ore 9.00 alle 19.00.

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